NUOVO CDS PER MOTOCICLI
Traffico in coda? arriva il corridoio per le moto
Il nuovo schema del Codice della strada prevede che, in caso di traffico congestionato su determinate strade urbane, le auto si spostino ai margini della carreggiata per lasciare spazio a moto e ciclomotori. Confermata anche la possibilità per le due ruote di utilizzare la corsia di emergenza in caso di ingorghi, a precise condizioni.
Traffico in coda, arriva il corridoio per le moto: cosa prevede il nuovo Codice della strada
In caso di ingorghi o marcia a bassissima velocità, gli automobilisti dovranno lasciare libero uno spazio per consentire il passaggio di motocicli e ciclomotori a due ruote su determinate strade urbane. Lo schema prevede inoltre l’accesso alla corsia di emergenza in autostrada per le due ruote, nel rispetto di specifiche condizioni.
Le code e il traffico congestionato potrebbero cambiare alcune regole della circolazione. Il nuovo schema del Codice della strada, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026 e ancora soggetto all’iter legislativo, introduce disposizioni dedicate al passaggio dei motocicli e dei ciclomotori a due ruote in situazioni di forte congestione.
L’obiettivo è consentire alle due ruote di avanzare senza costringerle a manovre rischiose tra i veicoli fermi o in movimento molto lento. La proposta prevede anche una maggiore possibilità di utilizzo della corsia di emergenza in autostrada, nei casi e con i limiti stabiliti dal testo.
Come funziona il corridoio per moto e ciclomotori
La nuova disposizione non si applicherebbe indistintamente a tutte le strade con più corsie. Riguarderebbe le strade urbane a carreggiate separate e con più corsie, quando la circolazione è bloccata oppure procede a velocità molto ridotta a causa di code e ingorghi.
In queste situazioni, i conducenti che occupano la corsia più a sinistra dovrebbero avvicinarsi il più possibile al margine sinistro della carreggiata. Chi si trova nella corsia più a destra dovrebbe invece accostarsi al margine destro.
Lo spazio così creato servirebbe a consentire il transito di motocicli e ciclomotori a due ruote e, quando le dimensioni del varco lo permettono, anche dei veicoli di polizia, soccorso e antincendio, pure se non impegnati in servizi urgenti.
La misura punta a rendere più fluida la circolazione nelle situazioni critiche e a ridurre i rischi legati agli spostamenti delle moto tra le auto incolonnate.
Quali sanzioni sono previste
Secondo il testo dello schema riportato nella notizia, il mancato rispetto dell’obbligo di lasciare libero il corridoio comporterebbe una sanzione amministrativa da 80 a 320 euro, oltre alla decurtazione di due punti dalla patente.
Gli importi e le conseguenze indicati si riferiscono alla disposizione proposta e dovranno essere verificati sul testo definitivo del provvedimento prima di considerarli applicabili.
Moto in corsia di emergenza: quando sarà possibile
Un’altra novità riguarda le autostrade e le strade extraurbane principali. Lo schema apre alla possibilità per motocicli e ciclomotori a due ruote di utilizzare la corsia di emergenza in caso di ingorghi, code o rallentamenti, purché procedano a bassa velocità.
La deroga non elimina il divieto generale di circolare sulla corsia di emergenza. Si tratta di una possibilità limitata alle situazioni previste dal testo e subordinata a una condizione fondamentale: i conducenti delle due ruote devono essere in grado di spostarsi in ogni momento per lasciare transitare i veicoli di emergenza.
La proposta chiarisce inoltre che, in caso di blocco del traffico, la corsia di emergenza può essere utilizzata per raggiungere l’uscita autostradale a partire dal relativo cartello di preavviso, posto almeno 500 metri prima dello svincolo.
Le prossime tappe della riforma
Le disposizioni fanno parte dello schema del nuovo Codice della strada approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026. Il provvedimento deve ancora completare i passaggi istituzionali previsti prima dell’approvazione definitiva.
Fino alla conclusione dell’iter, le nuove regole non devono quindi essere considerate già in vigore. Per automobilisti e motociclisti sarà importante verificare il testo definitivo, che chiarirà le condizioni applicative e le eventuali modifiche introdotte durante l’esame parlamentare.


